La magnitudine media del Urano all’opposizione è +5.5m: proprio alla soglia della visibilità ad occhio nudo. Sono state segnalate osservazioni di Urano ad occhio nudo, come quella (1848) di un astronomo tedesco, E. Heis, rinomato per l’acutezza della sua vista, e di J. F. J. Schmidt (1874). Per non parlare di osservazioni attribuite a popoli non civilizzati, come gli Shilluk dell’Africa Meridionale, o gli abitanti di Otahaiti, che avrebbero conosciuto il pianeta da secoli, dandogli anche un nome. Il pensatore svedese Swedenborg, che non fu solo un celebre visionario di cui si interessò Kant, ma anche un notevole uomo di scienza, predisse su basi mistiche l’esistenza di un settimo pianeta (pur non sospettando quella di un ottavo).
In {A-0008.0009_.0000.17810000-0210_0220}, Astronomisches Jahrbuch 1784 (1781) p. 218 ➤ Bode avanzò l’ipotesi che Tycho Brahe potesse aver scambiato Urano come una stella nel 1587. In {A-0014.0003a.0000.19931000-0001_0106} “Tycho’s 10004-Star Catalog – The First Critical Edition”, DIO, october 1993 Dennis Rawlins giunse alla conclusione che Tycho non osservò Urano nel 1589/90 p. 24 ➤.
In {B-0046.00_.1784} “Von dem neu entdeckten Planeten …” (1784) p. 81 ➤ Bode scrisse che nell’agosto 1781, appena pochi mesi dopo la scoperta del pianeta (quando non tutti lo ritenevano tale) scoprì un dato anomalo nel catalogo di stelle zodiacali compilato da Tobias Mayer di Gottinga. L’opera fu pubblicata dopo la morte dell’astronomo da G. C. Lichtenberg: {B-0608.01_.1775} “Tobiæ Mayeri, astronomi celeberrimi, Opera Inedita”, I, Gottinga (1775). Nella parte I del catalogo, alla pag. 72, appariva una stella con le seguenti coordinate: ascensione retta = 348°00’20.2″; declinazione = 6°02’03.0″ (nella costellazione dell’Acquario) ➤.
Sebbene il catalogo non abbia stampata una numerazione progressiva, la stella in questione è la numero 964. Mayer la osservò una sola volta il 25 settembre 1756, senza valutarne la magnitudine. Bode constatò che quella stella nel 1781 non era visibile nella posizione riportata nel catalogo e che inoltre Mayer non aveva mai più accennato a questo astro nelle occasioni successive, in cui aveva osservato tutte le stelle di magnitudine paragonabile nelle immediate vicinanze. Utilizzando le orbite pubblicate da Laplace e Méchain, calcolò che nel settembre 1756 Urano si sarebbe dovuto trovare pressoché nella stessa posizione della stella 964 di Mayer, quindi questa non era altro che il pianeta, osservato 25 anni prima della sua scoperta ufficiale. Si veda anche {A-0010.1778_.0000.17760000-0163_0196} “Catalogue De neuf cents quatre-vingt-dix-huit Étoiles, pour 1756. Par Tobie Mayer”, Conn. des Temps (1778) p. 163 ➤
Continuando la sua ricerca con l’aiuto di Padre Fixlmillner, Bode trovò che anche il celebre astronomo inglese Flamsteed (il primo Astronomo Reale) aveva osservato Urano, catalogandolo nel II volume della sua famosa “Historia Coelestis Britannica” (1725) con il nome di stella 34 Tauri (p. 86) ➤. La notizia fu pubblicata in {B-0046.00_.1784} p. 116 ➤, in {A-0008.1787_.0000.17840000-0243_0246} “Versuch eines Beweises, dass bereits Flamsteed im Jahr 1690 (so wie Tobias Mayer im Jahr 1756) den neuen Planeten beobachtet”, Astronomisches Jahrbuch 1784 (1787) p. 243 ➤; {A-0067.1783_.0000.17850000-0015_0034} , Nouveaux Mémoires de l’Académie Royale des Sciences et Belles-Lettres… avec l’Histoire pour le méme temps (Berlin) 1783 (1785), p. 15 ➤ . L’osservazione fu compiuta il 23 dicembre 1690 (13 dicembre vecchio stile), cioè ben 91 anni prima di Herschel. Questa osservazione fu scoperta e verificata indipendentemente da Le Monnier e Montaigne: {A-0006.1784_.0000.17870000-0353_0354m}, Mémoires de l’Académie 1784 (1787) ➤.
Nel 1788 l’astronomo francese Le Monnier scorrendo i suoi appunti si accorse di aver segnato la posizione del pianeta due volte, 15.01.1764 e 23.01.1769, ovviamente senza accorgersi a quell’epoca che non si trattava di una stella. Vedi von Zach, Comm. Soc. Reg. Gotting., 1789, p. 91; {A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347}, Conn. des Temps, 1821, p. 339 ➤ .
Nel 1813 il celebre astronomo tedesco F. W. Bessel, direttore dell’Osservatorio di Königsberg, mentre stava riducendo le osservazioni eseguite dal terzo astronomo reale inglese J. Bradley (che avrebbe poi pubblicato in un suo proprio catalogo) si accorse che questi aveva osservato Urano come stella il 3 dicembre 1753, nella costellazione dell’Acquario. Si veda {B-0609.00_.1818} “Fundamenta Astronomiae” {1818) p. 283 ➤.
Dopo Bessel, Burckhardt scoprì altre due osservazioni di Flamsteed (2 aprile 1712, 29 aprile 1715); qualche anno più tardi scoprì altre osservazioni di quell’astronomo (del 4, 5 e 10 marzo 1715). Si veda {A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409}, Connaissance de Temps pour 1820 [1817] ➤
L’astronomo francese Bouvard aveva iniziato ad esaminare, linea per linea, i giornali manoscritti di Le Monnier, depositati all’Osservatorio di Parigi, dove lo stesso autore aveva già trovato due osservazioni di Urano. Il bottino fu impressionante: ben altre 10 registrazioni di Urano scaturirono dagli appunti dell’astronomo francese. Le Monnier aveva avuto per le mani Urano per ben 12 volte in 21 anni (dal 14 ottobre 1750, quando era in Ariete, al 18 dicembre 1771, quando era in Acquario); nel gennaio 1769 Le Monnier aveva segnato il pianeta per ben 6 volte nel giro di 9 giorni. Questa è la descrizione che molti libri riportano di Le Monnier: era di pessimo carattere (si dice che non perdesse l’opportunità di litigare con chiunque incontrasse), sbadato e negligente; per tre volte smarrì i dati osservativi e le stesse osservazioni non erano un modello di efficienza. Ecco una famosa nota di Arago in {B-0064.04_.1867} “Astronomie Populaire”, Tomo IV, p. 489 ➤
Nelle sue osservazioni, molte sono d’un solo e stesso mese. Se le scritture fossero state tenute con ordine, se le determinazioni di ascensione retta e di declinazione di ogni giorno fossero figurate in colonne regolari e in ordine, un semplice colpo d’occhio avrebbe fatto vedere a Lemonnier, nel gennaio 1769, che osservava un astro mobile, e il nome di questo astronomo, al posto di quello di Herschel, si troverebbe per sempre legato a quello di uno dei principali pianeti del sistema solare. Ma i registri di Lemonnier erano l’immagine del caos. Bouvard mi fece vedere, una volta, che una delle osservazioni di Urano era scritta su un sacchetto di carta che prima aveva contenuto della cipria per capelli, acquistata da un profumiere.
Ma sono tutte vere le storie che si raccontano? Dennis Rawlins, un celebre studioso (anticonformista) di storia dell’astronomia, il 18 agosto 1970 visitò l’Osservatorio di Parigi e passò quasi un’intera giornata ad esaminare i 16 volumi che riportano 58 anni osservazioni di Lemonnier (23.12.1734 – 16.9.1792). Rawlins trovò che tutte le osservazioni di Urano erano state perfettamente registrate, in inchiostro, in un registro continuo. Accanto alla registrazione del 27.12.1768 Le Monnier annotò chiaramente in una calligrafia minuta: c’est la nouvelle planète découverte sur 1781 la 13 Mars par Herschell. Un’articolo di Rawlins (“The Unslandering of Sloppy Pierre”, Astronomy, 9, 24-28, settembre 1981) ha una figura con l’immagine della pagina.
Rawlins (non avvalorando Arago) giudicò la famosa busta di cipria come frutto di una leggenda denigratoria creata ad arte dai rivoluzionari: perhaps the sort of rumour which post-Revolution historians enjoyed telling of royalists [forse una sorta di diceria che gli storici post-rivoluzionari amavano raccontare sui monarchici]. Le Monnier fu deriso dagli storici per aver osservato Urano in 4 notti consecutive (20-23 gennaio 1769) senza accorgersi che era un pianeta; Rawlins fece notare che lo strumento non permetteva di osservare il disco e quindi il pianeta si sarebbe rivelato solo per il moto, ma quest’ultimo in quei giorni era praticamente nullo, perché il pianeta era stazionario.
Penso che non si debbano trascurare le note di Bouvard sulle osservazioni di Lemonnier: i difetti rilevati non possono essere delle invenzioni. Cito dall’articolo”Extrait des Registres des observations astronomiques faites par Lemonnier, à l’Observatoire des Capucins, rue Saint-Honoré, à Paris”, Connaissance des Temps 1821 (1819):
p. 339 ➤ Quando Herschell ebbe riconosciuto ed annunciato il movimento di questo nuovo pianeta, gli astronomi, occupati dei grandi lavori sulle stelle, riconobbero ben presto che esso era stato osservato varie volte come stella. M.Bode trovò due osservazioni antiche, una nella Historia céleste di Flamsteed, e un’altra nel catalogo di Mayer. Lemonnier, un poco troppo tardi, trovò nei suoi registri tre osservazioni. M. Bessel, costruendo il suo grande catalogo di stelle di Bradley, riconobbe che questo celebre astronomo l’aveva [il pianeta] ugualmente osservato il 3 dicembre 1753. Infine, M. Burckhardt avendo fatto delle nuove ricerche nella Historia céleste di Flamsteed, ha ancora trovato che questo astronomo l’aveva osservato 2 aprile 1712, e 5, 6, 11 marzo 1715 (nuovo stile).
Occupato da alcuni anni dalla costruzione delle nuove tavole di questo pianeta, ho presunto che avrei trovato ancora altre osservazioni nei registri originali di Lemonnier, che sono depositati all’Osservatorio reale; di conseguenza, ho scorso con la più grande cura, i 15 volumi in-folio che contengono tutte le osservazioni fatte da questo astronomo, dal 1736 al 1780, e le mie richerche mi hanno procurato 12 osservazioni, comprendendo le 3 già conosciute.
I registri di Lemonnier sono nel più grande disordine; la sua scrittura è così imperfetta, che molto spesso è impossibile leggere quello che ha scritto, soprattutto le cifre.
Le sue osservazioni sono statte fatte ad un quarto di cerchio murale; il pendolo di cui faceva uso, era certamente molto mediocre; perche il suo anticipo o ritardo diurno variano considerevolmente da un giorno all’altro; spesso ci si trova molto imbrazzati per concludere la sua marcia in 24 ore.
Il disordine che regna nei suoi registri è ancora aumentato dalla poca cura che metteva nelle oseervazioni del passaggio al meridiano. Si trovano spesso degli errori di vari secondi, e talvolta, molto più considerevoli, come provano le osservazioni dal 15 gennaio 1764. Gli errori del passaggio al meridiano si accrescevano con i difetti particolari del piano del lembo del quarto di cerchio, che, inoltre, non era esattamente sul meridiano. Siccome non si trova da nessuna parte una tavola di correzione, non si puà impiegare, per determinare la posizione del pianeta, che le stelle che si trovano all’incirca sul parallelo dell’astro.
Nel 1967 Rawlings trovò un’osservazione pre-scoperta compiuta nel 1714 da Flamsteed: {A-0097.0080_.0473.19680400-0217_0219}, “A long lost observation of Uranus – Flamsteed 1714”, Publications of the Astronomical Society of Pacific, 80, pp. 217-219 [1968] ➤ ; “Science News” 95 p.96 n. 4 [january 25 1969].
L’osservazione fu compiuta il 3.12.1714 (data giuliana; 14.12 in data gregoriana) da Flamsteed (o dal suo assistente Joseph Crosthwait) e registrata in Historia Coelestis Britannica, Vol. 2, (1725) vedi {B-0168.03_.1725} p. 547 ➤. Ma Rawlins in realtà riscoprì questa osservazione, perchè essa era già stata menzionata in passato. Probabilmente perchè il pianeta era vicino alla quadratura, sfuggì al primo esame di Burckhardt {A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409}, Connaissance de Temps pour 1820 [1817] ➤, ma non all’occhio di Argelander: {A-0073.0010_.0227.18320719-0169_0182} , “Einige Bemerkungen über die von Flamsteed beobachteten, aber die Catalogus Brittanicus nicht aufegenommenen Sterne”, Astronomische Nachrichten, 10, p. 171 nota no. 289 (1832) ➤
Questa identificazione fu messa in dubbio da F. Baily in {B-0074.00_.1835} “An Account… Flamsteed… to Which is Added His British Catalogue of Stars, Corrected and Enlarged” (London: Admiralty, 1835)], p, 393 ➤, 458 (stella No. 1647) ➤, p. 580 ➤ e quindi completamente dimenticata. Dopo Argelander, altre osservazioni di Bradley furono rintracciate da Hugh Breen: {A-0075.0024_.0005.18640311-0124_0125} “On early Observations of Uranus by Bradley”, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 24, pp. 124-125 (1864) ➤
L’identificazione del 05.03.1715 fu messa in dubbio da Le Verrier {A-0010.1849_.0000.18461100-0003_0254}, Connaissance de Temps, 1849, p. 125 ➤, ma oggi viene considerata valida.
Riassunto delle 23 osservazioni:
{ 13.12.1690/23.12.1690 } Flamsteed {B-0168.02_.1725} p. 086 ➤
{B-0046.00_.1784} p. 116 ➤ || {A-0008.0012_.0000.17840000-0243_0246} p. 243 ➤ || {A-0067.1783_.0000.17850000-0015_0034} p. 016 ➤
{ 22.03.1712/02.04.1712 } Flamsteed {B-0168.02_.1725} p. 537 ➤
{A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409} p. 408 ➤
{ 03.12.1714/14.12.1714 } Flamsteed {B-0168.02_.1725} p. 547 ➤
{A-0073.0010_.0227.18320719-0169_0182} p. 171 ➤ || {A-0097.0080_.0473.19680400-0217_0219} p. 217 ➤
{ 21.02.1715/04.03.1715 } { 22.02.1715/05.03.1715 } { 27.02.1715/10.03.1715 } { 18.04.1715/29.04.1715 }
Flamsteed {B-0168.02_.1725} p. 549, 551 ➤
{A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409} p. 408 , 410 ➤
{ 21.10.1748 } { 13.09.1750 } Bradley Greenwich Observations (non pubblicate)
{A-0075.0024_.0005.18640311-0124_0125} p. 124 ➤
{ 14.10.1750 } { 03.12.1750 } Le Monnier
{A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} p. 339 ➤
{ 03.12.1753 } Bradley
{B-0610.01_.1798} p. 155 ➤ || {B-0609.00_.1818} p. 283 ➤ || {B-0611.01_.1845} p. 300
{ 25.09.1756 } Mayer
Hist. Acad. Berl., 1783, p. 8 || {B-0609.00_.1818} p. 283 ➤ || {A-0010.1778_.0000.17760000-0163_0196} p. 195 ➤
{ 15.01.1764 } Le Monnier
{A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} p. 341, 342 ➤
{ 27.12.1768 } { 30.12.1768} Le Monnier
{A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} p. 342, 343 ➤
{ 15.01.1769 } { 16.01.1769 } { 20.01.1769 } { 21.01.1769 } { 22.01.1769 } { 23.01.1769 } Le Monnier
{A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} p. 341, 342-347 ➤
{ 18.12.1771 } Le Monnier
{A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} p. 341, 347 ➤
codici
§ {A-0006.1784_.0000.17870000-0353_0354m} {A-0008.1784_.0000.17810000-0210_0220} {A-0008.1787_.0000.17840000-0243_0246} {A-0010.1778_.0000.17760000-0163_0196} {A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409} {A-0010.1820_.0000.18180000-0408_0409} {A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} {A-0010.1821_.0000.18180000-0339_0347} {A-0010.1849_.0000.18461100-0001_0254} {A-0014.0003a.0000.19931000-0001_0106} {A-0067.1783_.0000.17850000-0015_0034} {A-0073.0010_.0227.18320719-0169_0182} {A-0075.0024_.0005.18640311-0124_0125} {A-0097.0080_.0473.19680400-0217_0219} {A-0097.0080_.0473.19680400-0217_0219}
§ {B-0046.00_.1784} {B-0064.04_.1867} {B-0074.00_.1835} {B-0168.02_.1725} {B-0168.03_.1725} {B-0608.01_.1775} {B-0609.00_.1818} {B-0610.01_.1798} {B-0611.01_.1845}
§ I00352 I00375 I00551 I01049 I01252 I01439 I01488 I01496 I01540 I01805 I21218 I03859 I03867 I05231 I06198 I07031 I07096 I07105 I07301 I08058 I08495 I08121 I10190 I10990 I12113 I13680